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Un Blog promosso da Nicola Pellicciari per insegnanti e studenti e per tutti quelli che amano la Letteratura. Un Blog per riflettere, approfondire, ricordare, scambiare esperienze e considerazioni. Un Blog proposto e redatto con la collaborazione degli ex alunni Alice Dal Miglio, Nicola Macchitella e Alberto Pellegrini ed aperto ai contributi di tutti coloro che vorranno intervenire (si vedano oltre le “regole del gioco”)

 

Chi sono?

Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell’anima mia:
“follia”.
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore
La tavolozza dell’anima mia:
“malinconia”.
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c’è che una nota
Nella tastiera dell’anima mia:
“nostalgia”.
Son dunque…che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell’anima mia

 

Rendo omaggio ad Aldo Palazzeschi, da cui prendo spunto per interrogarmi sulla Letteratura e su me stesso. Sono arrivato a pochi anni dalla pensione dopo aver lavorato nella Scuola, pur con l’interruzione di cinque anni, a partire dal Settembre del 1975.
Non ho un’idea, e per la verità non la cerco neppure,  di quale sarà la mia attività lavorativa in un futuro ormai non remoto, non so se potrò continuare ad avere spazio nel sistema dell’Istruzione.
Come tanti insegnanti ho la percezione di una continua caduta del livello di preparazione delle nuove generazioni ma, soprattutto, del depauperamento di quella che oggi viene chiamata “offerta formativa”.
In particolare verifico, direi quasi giornalmente, come gli studi letterari abbiamo perso, e stiano tuttora perdendo, spazio, efficacia, capacità di coinvolgere e, forse, significato all’interno della Scuola.
Non so come esprimere appieno il mio disgusto per gli strumenti e i supporti didattici con i quali gli insegnanti, oggi, usualmente si confrontano, con l’ausilio dei quali gli studenti sono chiamati ad apprendere (o ad acquisire “competenze” per essere più “didatticamente corretto”).
Mi sento frastornato dalla insipienza e dalla retorica che, con crescente pervicacia, caratterizza i provvedimenti centrali dell’autorità scolastica.
Non ho tempo, ma neppure nessun desiderio (e probabilmente assai limitate capacità) di scrivere un libro che parli della mia esperienza.
E allora?

 

Perché un Blog?  (Perché scrivere?)

Non ho neppure alcuna intenzione di progettare un libro di testo che metta a frutto i miei anni di insegnamento e che proponga le mie idee sulla didattica.
Eppure sento un crescente desiderio di comunicare ad altri quello che penso, di sollecitare altri insegnanti a confrontarsi su quello che mi sembra di vedere nella Scuola, di  ascoltare voci fuori dal coro o scampate al nulla che a volte mi sembra avvolgere il futuro della Letteratura.
Provo anche un crescente desiderio di mantenere i contatti con alcuni dei miei ex alunni, soprattutto di sollecitare il ricordo e la riflessione di quanti si sono indirizzati agli studi che si era soliti definire “umanistici”.
Per farla breve: ho ancora la speranza di riuscire a dire qualcosa, di servire a qualcosa,

 

Che cosa scrivere?

Non “metto la lente” davanti al mio cuore, ma davanti al mio mestiere.
Ho pensato a un Blog per dire quello che mi pare sulla Scuola, per divertirmi (come disse Palazzeschi), per affermare i principi in cui credo, per solleticare altri insegnanti a fare lo stesso, per cercare contatti e consonanze con le mie idee, per presentare quello che di interessante ancora si riesce a fare, per esorcizzare lo scoraggiamento che rischia di paralizzarmi.
Ho pensato a un Blog di settore, non sui problemi della Scuola, non sulle speranze della Scuola, ma su problemi e speranze connessi all’insegnamento della Letteratura.
Quando mi chiedono cosa faccio a Scuola, sono solito rispondere che insegno Italiano e Latino ma, in effetti, se devo sintetizzare ed esprimere l’essenza della mia professione, preferisco dire che insegno “Letteratura”. Il titolo che ho pensato per questo Blog dipende dalla convinzione che lo stato degli studi letterari nella Scuola di oggi sia in costante caduta, sia per la quantità che, soprattutto, per la qualità.  Ma il rimpianto, se non succede qualcosa, se non succede non so bene che cosa, potrà essere ancora più profondo di qui al trascorrere dei prossimi anni: il mio è dunque un titolo di parte, un titolo che prende posizione, contro la Scuola di oggi. Mi rendo peraltro conto, in base a quello che leggo e alle discussioni con amici, colleghi e studenti, di non essere uno stilita su una colonna: spero in questo Blog di trovare consonanze e stimoli per approfondire il discorso, spero di veder nuovamente crescere dentro si me aspirazioni e speranze.
Per questa voglia di andare avanti devo ringraziare l’incontro che continua con i miei alunni. Sto diventando vecchio, e sono forse più attento a comprendere le manifestazioni di affetto e di stima, che in questi ultimi anni mi hanno fatto riflettere più di quanto mi capitava quando ero giovane. E’ anche vero che negli ultimi anni mi sono maggiormente abbandonato a un atteggiamento talvolta istrionesco ( o “da guascone” come disse una volta un bravissimo e caro collega) che mi ha, pur nella quotidianità del lavoro di insegnante, aperto la strada ad una comunicazione più frequente con gli (ex) alunni e con gli alunni stessi.

 

Il Blog si articola in quattro sezioni. Nella prima (Deprecatio Temporum) esprimo le mie riflessioni su tutto quello che avverso nella scuola di oggi, soprattutto per provvedimenti e disposizioni che hanno o hanno avuto un effetto negativo  sullo studio e la conoscenza della Letteratura.
Nella seconda (Una carta nautica per trovare la rotta nel grande mare dell’essere) parlo del mio modo di intendere lo studio della Letteratura, selezionando a riguardo il lavoro di oltre venti anni, presentando, sia documenti di programmazione e proposte metodologiche,  sia concrete esperienze didattiche.
La terza sezione (Tutto quello che resta una volta che si è dimenticato tutto)  intende dare la voce solo agli ex alunni (non solo miei ex alunni) su tutto quanto desiderano proporre riguardo agli studi letterari, riguardo a quello che la Letteratura ha loro lasciato in eredità
La quarta sezione (Divagazioni) è stata inserita per ultima, nel Settembre 2017 e contiene articoli non collegati allo studio della Letteratura ma scritti per il piacere di farlo: racconti di viaggio, novelle o favole e, più in generale, pagine accomunate dal gusto di lasciare la penna – ormai, a dire la verità, la tastiera – in libertà.